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Visualizzazione post con etichetta arte contemporanea. Mostra tutti i post
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mercoledì 25 febbraio 2026

SILENZIO - solo exhibition at Il Vicolo - Genova - opening 25-02-2026

108: SILENZIO

Opening: mercoledì 25 febbraio 2026 ore 18.30


La mostra rimarrà aperta dal 25 febbraio al 27 giugno 2026
Opening: mercoledì 25 febbraio 2026 ore 18.30
Orario: 16 – 19 o su appuntamento
Galleria d’arte Il Vicolo – Piazza Pollaiuoli 8, Genova
telefono: 010 2467717


Il Vicolo presenta, negli spazi della Casa Galleria di Genova, Silenzio, mostra personale di 108, che inaugura il 25 febbraio 2026. La mostra segna la prima collaborazione dell’artista con la galleria genovese e presenta una selezione di tele e carte realizzate in continuità con la sua ricerca più recente.


Negli ultimi anni, il lavoro di 108 ha attraversato un ulteriore processo di riduzione e sottrazione, orientato a una pratica sempre più essenziale e silenziosa. Come afferma l’artista: “Negli ultimi anni ho sentito la necessità di rendere il mio lavoro ancora meno definito e di ridurre ciò che è superfluo. Silenzio nasce da questa esigenza: non come negazione del presente, ma come spazio di distanza, di attenzione e di ascolto. In un contesto in cui tutto tende a essere esposto, dichiarato e reso immediatamente leggibile, mi interessa lavorare su ciò che resta in ombra, su ciò che non si offre
subito.”

Il silenzio evocato dal titolo non è quindi assenza, ma una condizione attiva: una soglia. Le superfici pittoriche sono attraversate da strutture scure, masse in equilibrio instabile, aperture e compressioni che sembrano emergere da uno spazio profondo, quasi geologico. La pittura procede per accumulo lento, per scavo, per sedimentazione, evitando ogni forma
di enfasi.

Il colore è impiegato con misura e rigore,assumendo un ruolo strutturale e necessario, lontano da ogni funzione decorativa. Ogni tono è scelto per necessità, non per impatto, lasciando la pittura aperta, non assertiva, disponibile a una lettura lenta e silenziosa. Le forme, ridotte a presenze minime, possono evocare architetture arcaiche, segni calligrafici o tracce di un linguaggio non codificato. Non intendono rappresentare qualcosa di definito né trasmettere un messaggio univoco, ma agire come pensieri visivi, stati temporanei, apparizioni. In Silenzio la pittura diventa un luogo di sospensione, in cui la realtà non viene descritta ma attraversata. Le opere non chiedono attenzione, ma presenza; non invitano a capire, ma a sostare e osservare, lasciando che l’esperienza avvenga senza urgenza e senza pressione interpretativa.

martedì 26 novembre 2024

“DUO ABS” collective exhibition in Bilbao, opening at SC Gallery, November 29th 2024

“DUO ABS”
Exposición del 29/11 al 24/01. 2025
Horarios de martes a viernes _ 17:00h a 20:30h
Mañanas y sábados (bajo cita previa)

SC Gallery + Projects
www.scgallery.es

Dirección: C/ Cortes 4. Bilbao
Horario: M - V: 17.00 - 20.00h
Sábados y mañanas: 11:00 - 14:00 (bajo consulta previa)


SC Gallery presenta DUO ABS, una exposición colectiva en la que presenta pintura de Alejandro González Osés (Santander, 1990), Fermín Moreno Martín (Bilbao,1970), Dunja Jankovic (Croacia, 1980), Gabriel Coca (Pamplona, 1989), Nuria Mora (Madrid, 1974) y 108 Guido Bisagni (Alessandria, 1978). DUO ABS reúne un total de 12 obras originales con un mismo formato, de reciente creación. Con esta exposición, SC Gallery sigue con su apuesta por la pintura, una práctica capaz de crear estímulos a través de la personal visión de estos artistas para provocarnos una reflexión fresca de la pintura contemporánea.

Hemos heredado del arte abstracto la creencia de que la pintura es autónoma, pura
y un fin en sí misma. Por eso, solemos definir sus componentes como si fueran sus
límites. Sin embargo, como sentenció Philip Guston, la pintura es impura. Y es
precisamente el manejo de esas impurezas lo que impulsa la constante evolución
del medio. Los artistas de esta exposición entienden que los lugares más fructíferos
para el desarrollo de la pintura han surgido con verdadera eficacia desde la propia
práctica pictórica. Esto, que se ha entendido durante mucho tiempo como una forma
de ensimismamiento disciplinar, hoy se ha vuelto subversivo. Pensar el dibujo, el
proceso, la geometría o incluso la propia historia de la pintura desde sus lógicas es
una fuente constante de ideas por investigar que queda de manifiesto en esta
exposición colectiva.
Gilles Deleuze reivindicó el valor de la superficie como un lugar privilegiado de
sentido. El acto pictórico es un arte de las superficies. Aunque se desarrolla
estrictamente en la superficie del lienzo, es esta la que, siendo a la vez límite y
contenedor, abre la posibilidad de la presencia y de la expansión del medio sobre
otros soportes y canales de difusión. En la pintura actual, su capacidad de
representación y de negación de lo representado simultáneamente se convierte en
algo que no atiende ya a cuestiones temporales. No pretende tener una intención
propiamente narrativa, sino que se ha convertido en una manifestación visual que
evoca un misterio dentro del propio medio.
En los años ochenta, el artista Peter Halley planteó lo que llamó “La crisis de la
geometría”. En su opinión, la geometría, que en tiempos pasados era un símbolo de
estabilidad, orden y proporción, ha perdido ese significado en la actualidad. Hoy en
día, la geometría no es más que un conjunto de significados fluctuantes, imágenes
que evocan confinamiento y disuasión. Argumentando que el proyecto formalista ha
quedado completamente desacreditado. Ya no es posible aceptar la forma abstracta
como algo que emana de un orden trascendental. En lugar de eso, los formalismos
han sido reemplazados por una búsqueda de los significados ocultos que puede
tener el signo geométrico. Esta perspectiva nos lleva a explorar y entender las
múltiples interpretaciones y mensajes que pueden estar presentes en las obras
pictóricas presentes en esta muestra, en lugar de verlas simplemente como
representaciones de orden y estabilidad.

NOTA DE PRENSA
En esta pintura, la responsabilidad ya no recae tanto sobre un tipo de producción
específica, sino más bien en la capacidad de cada autor para dictar sentido sobre
aquello que articula con mayor exactitud sus inquietudes, un razonamiento que
prioriza la experiencia plástica sobre la forma final de la presentación. Entienden la
pintura de una manera generosa, pero a la vez como una actividad artística que no
olvida las influencias de otras disciplinas, de la evolución tecnológica y del contexto
cultural en el que viven, condiciones que les permiten abordar la pintura
sometiéndola a una constante toma de decisiones en favor de sus intereses.

La exposición podrá visitarse en SC Gallery Bilbao, del 29 de noviembre al 24 de
enero de 2025.
_
“DUO ABS” Exposición colectiva
Alejandro González Osés (Santander, 1990), Fermín Moreno Martín
(Bilbao,1970), Dunja Jankovic (Croacia, 1980), Gabriel Coca (Pamplona, 1989),
Nuria Mora (Madrid, 1974) y 108 Guido Bisagni (Alessandria, 1978).




lunedì 17 luglio 2023

Colab Gallery presents "Public Provocations" 2023 Group Exhibition

Colab Gallery presents "Public Provocations" 2023 Group Exhibition:



Schusterinsel 9
79576 Weil am Rhein - Friedlingen
Germany

Artists: 108 (IT) • Bartek Stypka (PL) • Cmp One (DK) • Lugosis (IT) • Muretz (BZ) • Poch (F) • Stefan Winterle (D) • Strato (IT) • Swet (DK)
"Public Provocations" is opening on Saturday, 10th. June, at 7pm and we are looking forward to seeing you there! 

KURATOR Stefan Winterle 
supported by Carhartt Work In Progress

giovedì 8 settembre 2022

"INCOMPIUTO TERRESTRE": next solo show at Spazio C21, Reggio Emilia.

108: "INCOMPIUTO TERRESTRE" mostra personale

Dal 17 Settembre al 14 Novembre 2022 - Vernissage 17 settembre h. 18:30

SPAZIO C21 - PALAZZO BRAMI

Via Emilia San Pietro, 21, 42121 Reggio Emilia RE


"(...) E anche quando, come nella mostra Incompiuto Terrestre, il nero è circondato e trafitto dal rosso, dall’arancione, dal grigio o dall’azzurro e segni ortogonali spezzano la sinuosità della forma, la ricerca rimane fedele a sé stessa; è solo la testimonianza di una variazione emotiva. La testimonianza di una forma a prima vista tendente verso la ricerca della perfezione e che svela invece qualcosa di incompiuto. Qualcosa da completare. Completare come? Dove? verrebbe da chiedersi. Forse in un’altra vita e nella mente o nell’animo dell’osservatore, a cui 108 lascia sempre spazi interpretativi in modo che nulla sia contenuto in uno schema, statico, un prodotto dall’etichetta fin troppo chiara da prendere e portare via con superficialità. Incompiuto terrestre richiama la peculiare stupenda imperfezione dell’uomo, perché Guido Bisagni lascia visibili i ripensamenti, gli errori (...)"

testo a cura di Domenico Russo e Andrea Tinterri

mercoledì 15 dicembre 2021

FOCUS 108 - Solo show in Pisa, during “Attitude. Street art? Graffiti writing? Urban art?”




14 dicembre - 3 aprile Palazzo Blu Pisa

Sabato 18 dicembre ore 17:00 - Special event Opening "FOCUS 108" solo show.

“Attitude. Street art? Graffiti writing? Urban art?” è la mostra collettiva dedicata all'arte urbana che raccoglie le opere di oltre 50 artisti contemporanei, provenienti da tutto il mondo.

Ogni mese è dedicato a un artista diverso, sabato 18 iniziamo con Guido Biasagni, in arte #108, a cui dedichiamo il primo focus con presentazione dell’installazione “Il museo dell’assurdo”.

Evento organizzato da @start.oye
A cura di @gianguido_grassi
Con il contributo di #FondazionePisa

Biglietti disponibili su https://palazzoblu.it/ o da acquistare direttamente alla biglietteria di #Palazzoblu.

venerdì 4 settembre 2020

DIRECTION / INSTRUCTION show 2020 in Montreal

New paintings will be on show at S16 Gallery in Montreal (Canada) for the new
DIRECTION / INSTRUCTION show

Opens Thursday, September 10th, 2020

#directioninstruction

A traveling group exhibition showcasing an international group of artists who are focused on challenging uses of Geometry, Color, Composition, Text, Form and Ad Hoc materials. Curated by Hyland Mather of Andenken Gallery and STRAAT Museum, "Direction/Instruction" features artwork from: Niels 'Shoe' Meulma, Cody Hudson, Graphic Surgery, Rubin415, Scott Albrecht, Evan Hecox, Mary Iverson, Anna Taratiel (aka 'OVNI'), Chinny Bond, Chad Hasegawa, Alexey Luka, Brittany Gould, and Hyland himself (thelostobject).



The exhibition is not necessarily intended as a reaction to illustrative, narrative, and representational art forms, but at the same time...definitely. Most of the artists featured are active in the urban realm and bent in new directions of creating form when using the street as a venue for their work.

In a gallery setting, they each deliver classically beautiful work that reminds and expands on ideas explored by fine art champs like Ellsworth Kelley, and Sol Lewitt.

https://s16gallery.com/show/galerie-s16-direction-instruction

377 St-Paul Street West
Montreal, Qc H2Y 2A7
Canada438-380-1150

venerdì 10 luglio 2020

Pittori fantastici nella Valle del Po - Ferrara 2020

Da venerdì 3 luglio e fino a sabato 26 settembre 2020 negli spazi del Padiglione d’Arte Contemporanea-Pac in corso Porta Mare 5 a Ferrara

“Pittori fantastici nella Valle del Po” è il titolo della mostra presentata ieri, giovedì 2 luglio 2020, negli spazi del Padiglione d’Arte Contemporanea-Pac (corso Porta Mare 5 a Ferrara) e visitabile da venerdì 3 luglio fino a sabato 26 settembre 2020, con apertura dal martedì alla domenica, con orari 10-13 e 16-19.30. Gli ingressi sono consentiti per un massimo di 18 persone ogni 30 minuti, necessaria dunque la prenotazione.



“In mostra ci sono opere d’arte contemporanea nella loro dimensione padana con un percorso legato alla realtà trasfigurata e restituita in una forma sognante, che dà concretezza al concetto di Padanìa, termine coniato da Roberto Longhi per esprimere un concetto di luogo e di sentire legato alla fantasia, alla capacità di dare forma a quello che io chiamo surrealismo padano“. Così il presidente della Fondazione Ferrara Arte Vittorio Sgarbi ha sintetizzato il tema della rassegna, che mette insieme le opere pittoriche e una scultorea di 42 artisti viventi. Gli artisti sono stati selezionati dal curatore Camillo Langone coadiuvato per la parte più ferrrarese dal critico d’arte Lucio Scardino spaziando attraverso i paesaggi pianeggianti e non attraverso i quali scorre il fiume Po.

///

Questi gli artisti in mostra: 108 (Guido Bisagni), Nicola Biondani, Aurelio Bulzatti, Marcello Carrà, Andrea Chiesi, Marco Cingolani, Cuoghi Corsello, Vanni Cuoghi, Valentina D’Amaro, Gianluca Di Pasquale, Tamara Ferioli, Letizia Fornasieri, Moira Franco, Giovanni Frangi, Annalisa Fulvi, Massimiliano Galliani, Omar Galliani, Daniele Galliano, Gianfranco Goberti, Gabriele Grones, Ester Grossi, Giuliano Guatta, Federico Guida, Adelchi Riccardo Mantovani, Marco Mazzoni, Enrico Minguzzi, Elena Monzo, Luca Moscariello, Barbara Nahmad, Nicola Nannini, Nunzio Paci, Sergio Padovani, Carlo Alberto Rastelli, Enrico Robusti, Nicola Samorì, Marta Sesana, Riccardo Taiana, Wainer Vaccari, Nicola Verlato, Daniele Vezzani, Sergio Zanni, Luca Zarattini.

Per info: diamanti@comune.fe.it
prenotazioni sulla pagina web 

lunedì 25 novembre 2019

QUANDO LE STATUE SOGNANO - Museo Salinas Palermo


Museo Salinas
QUANDO LE STATUE SOGNANO

frammenti da un museo in transito Gli artisti 108/Guido Bisagni, Alessandro Roma e Fabio Sandri, con la partecipazione di Ferdinando Scianna, in dialogo con spazi e depositi del Museo Archeologico Salinas, il più antico museo della Sicilia Con un intervento della fotografa Roselena Ramistella nella nuova Project Room Un progetto espositivo a cura di Caterina Greco e Helga Marsala

dal 29 novembre 2019

Museo Salinas, Palermo 28 novembre 2019
ore 10 anteprima e incontro con la stampa 2
8 novembre 2019 ore 19 concerto inaugurale con:
ORNELLA CERNIGLIA (pianoforte)
FLORIANA FRANCHINA (flauto)
108 (electronics)

apertura straordinaria del museo fino alle 23 Dalle metope dei Templi di Selinunte – il più importante complesso scultoreo dell’arte greca d'Occidente – alla Pietra di Palermo, reperto egizio risalente alla metà del II Millennio a.C. circa, dalle raccolte di vasi etruschi della Collezione Bonci Casuccini all’Ariete bronzeo di Siracusa, il Museo Salinas di Palermo, con la sua storia lunga oltre due secoli, raccoglie una delle collezioni archeologiche più prestigiose in Italia e nel mondo. Dal 28 novembre 2019, grazie alla mostra in due capitoli QUANDO LE STATUE SOGNANO – curata da Caterina Greco, Direttrice del Museo, e Helga Marsala - e a una serie di prossimi eventi collaterali, racchiusi dal sottotitolo Frammenti di un museo in transito, vengono temporaneamente restituiti al pubblico alcuni spazi di questo luogo straordinario, che riapriranno definitivamente solo al termine dei complessi lavori di restauro e riallestimento, in via di completamento. Ed è proprio tra i depositi, i corridoi disabitati e le sale vuote che i progetti per la mostra hanno preso forma: luoghi precipitati in un silenzio onirico, per l’occasione tramutati in set e serbatoi di suggestioni per produzioni contemporanee, in dialogo con opere e reperti archeologici. Un programma che si estenderà nel corso dei prossimi mesi, pensato per trasformare l’attesa in nuovo contenuto: il tempo che separa dall’apertura degli ultimi due piani del Museo diventa occasione di scoperta, disvelamento, ricerca e comunicazione. E a proposito di comunicazione, da costruire intorno a spazi e reperti riportati a galla, il “Salinas” ha scelto di affidare a un artista il ruolo di art director. Attivo soprattutto nel campo dell’arte pubblica e dell’arte urbana, ma con una ricerca parallela legata al graphic design, Mimmo Rubino (Potenza, 1979. Vive a Roma), noto anche come Rub Kandy, ha ideato la campagna creativa per la promozione delle mostre: agli scatti fotografici, i manifesti, l’immagine coordinata e le pubblicazioni editoriali diventano, con la sua cifra personale, un’avventura concettuale e di stile, concepita come opera d’arte in progress.

GLI ARTISTI Il percorso si apre con una preziosa serie di scatti di Ferdinando Scianna (Bagheria, Palermo, 1943). Le fotografie, realizzate dal maestro siciliano proprio al Salinas, nel 1984, ritraggono Jorge Luis Borges, anziano e già cieco, mentre sfiora alcune statue della collezione, nel tentativo di “vederle” con le mani. Un dialogo intimo tra il grande poeta – che sulla dimensione del sogno e la condizione del buio scrisse pagine memorabili - e i corpi marmorei ospitati tra le sale del museo: una muta conversazione, un ideale “reciproco ascolto”, di cui Scianna colse le intensità e i movimenti, nel buio di un’invisibilità tramutata in visione interiore. Lungo il percorso si alternano poi le opere contemporanee di Alessandro Roma (Milano, 1977), 108/Guido Bisagni (Alessandria, 1978) e Fabio Sandri (Valdagno, Vi, 1964), in dialogo con alcuni reperti delle collezioni archeologiche: tutti materiali recuperati, riscoperti e individuati dai curatori, in accordo con gli stessi artisti. Una selezione che si concentra sull’antica Roma e sull’eredità della cultura greca, in un susseguirsi di corsi e ricorsi, temi, opere, mutamenti e assonanze, che riflettono il complesso processo di formazione del moderno Museo. In mostra sono inoltre già presenti due importanti anteprime del futuro allestimento: nella Stanza del Mosaico la straordinaria Menade Farnese, esposta in rare occasioni – inclusa una recente mostra al Museo Salinas -, valorizzata qui da una collocazione dal forte impatto visivo, mentre nel prolungamento della Sala Ipostila sarà visibile il maestoso Ariete bronzeo da Siracusa, donato al museo dal Re Vittorio Emanuele II. Felice debutto, invece, per le teste votive di Cales, da un’affascinante serie di ex voto in terracotta (IV-II secolo a.C): acquisite a metà Ottocento dal Museo della Regia Università di Palermo, non erano mai state esposte tra le sale del Museo.




Sul lavoro di 
108/GUIDO BISAGNI
Testo di Helga Marsala
Cupo, denso, radicale, il linguaggio di 108 (all’anagrafe Guido Bisagni) si nutre di astrazioni granitiche, di suggestioni noise e dark, di ispirazioni post-industrial e post-graffiti. Parallela all’attività pittorica, condotta tra i muri e i musei di molte città internazionali, c’è la sua produzione musicale: più intima, legata a un ambito underground, conta decine di brani raccolti spesso in preziose edizioni d’artista serigrafate o confezionate a mano.

Per il Salinas Bisagni ha costruito una partitura, dedicata a spazi, temi, collezioni del Museo, attraversando anche le aree ancora non accessibili al pubblico. L’opera è stata scomposta in 4 parti e spazializzata tra 4 zone del percorso espositivo: muovendosi tra le sale, lo spettatore mescolerà in modo autonomo, incerto e mutevole le varie sollecitazioni uditive: la pasta sonora percepita sarà sempre diversa e discontinua. Un’audiocassetta in edizione limitata, pensata come reperto di archeologia del suono, contiene la registrazione del brano originale.
Riconoscibili sono i
field recordings (‘registrazioni sul campo’) catturati a settembre 2019 nel bosco di Minnewaska, una riserva indiana sulla spettacolare Shawangunk Mountain, nella Contea di Ulster, a un’ora e mezza di auto da New York: la voce dei ruscelli, degli insetti e degli animali selvatici, processata e modificata elettronicamente, evoca quella natura arcaica e incontaminata di cui sono pregni i racconti mitologici, le gesta di divinità ed eroi classici, i riti estatici e le liturgie occulte consumate tra le foreste dalle Menadi e dei Satiri, nel nome di Pan e Dioniso.

Si sovrappongono quindi sussurri e bisbigli, tappeti fluidi e sonorità oniriche, idealmente sottratti a quei corridoi segreti del Museo in cui le sculture - protagoniste del racconto espositivo - risiedono da anni, in attesa della loro definitiva collocazione. Quella di 108 è allora la colonna sonora di un tempo sospeso e di uno spazio dilatato, nel vivo di un incantesimo notturno. Le statue ‘dormienti’ ne sono interpreti mute ma non inerti, cieche e perciò veggenti: sprofondate in un magma di rimembranze e allucinazioni.


Sono imbevuti di atmosfere metropolitane e underground, i murales e le tele di 108. Ma si portano dietro anche l’impronta di un’originaria passione per le avanguardie storiche: dall’astrazione armonica di Kandinskij, tra suono, linea e colore, al grado zero del Suprematismo di Malevic; dall’Arte dei Rumori del futurista Luigi Russolo al Surrealismo organico di Hans Arp. Con questo bagaglio 108 ha conquistato un posto d’onore sulla scena internazionale del muralismo post-graffiti, dipingendo in particolare fra aree industriali abbandonate: è stato uno dei primi ad aver portato nello spazio pubblico la pittura non figurativa, con l'intento di creare “caos visivo”.
Elementi costitutivi di questo caos sono le grandi macchie nere spalmate sulle superfici: forme organiche o organismi informi, appaiono come segni di una scrittura primordiale, reperti di un’archeologia del linguaggio e dell’immagine. E assomigliano a massi, monoliti pesanti, concentrazioni plumbee, ma anche a qualcosa d’immateriale: ombre, specchi d’acqua nera, porzioni di cielo notturno, il lato oscuro delle Idee e il timbro cavernoso della natura.

Le due tele concepite per il Museo Salinas si ispirano al regale Ariete bronzeo, un tempo posto a ornamento della reggia di Agatocle, a Siracusa, a cui era accostato un Ariete gemello, dal vello più chiaro, col corpo orientato dinamicamente in direzione opposta: la guache di Jean-Pierre Houël, contenuta nel suo libro
Voyage Pittoresque (1777), è l’unica testimonianza superstite dell’originario dittico. 108 lavora sul concetto di doppio, tra l’elemento fortemente simbolico delle corna spiralidee e le masse bronzee contrapposte. E così il processo creativo si nutre della tensione tra opposti, tramutando la forma dell’animale e la potenza della sua rappresentazione scultorea in esercizio di astrazione pura: cromatica, plastica, timbrica, geometrica, concettuale. Fra musica e pittura, reminiscenze pagane, matematica e filosofia.

Il primo libro d’artista di 108 è stato progettato per l’Ariete bronzeo del III sec. a.C. - attribuito alla cerchia dello scultore Lisippo -, uno dei pezzi più pregiati del Museo, in attesa di essere ricollocato nel nuovo assetto delle collezioni.
Rilegato a mano e pensato come uno scrigno ligneo, il volume è composto da 60 lavori a inchiostro su carta. “L’Ariete è simbolo divino del Mediterraneo e dell'Europa antica”, racconta l’artista, “con le corna che si legano a Dioniso e a Pan, quindi alla spiritualità più istintiva e misteriosa. Ai Misteri orfici, ad esempio. Nella mia ricerca la storia antica, la mitologia e l'antopologia culturale hanno un posto che probabilmente supera persino quello della storia dell'arte. Motivo per cui l'arte è per me indivisibile dallo spirito e dai suoi rituali. Realizzare una serie di pitture come quelle conservate nel libro per il Salinas è per me qualcosa che si avvicina molto a un rituale misterico”.

La successione di forme nere, dense, massicce, è allora una reinvenzione grafica della raffinata scultura bronzea. Un processo ipnotico d’astrazione, una litania magica, un loop pittorico animato da micro differenze formali. L’Ariete, pagina dopo pagina, diventa ombra, memoria, segno elementare, molecola pesante in trasformazione.
C’era un tempo un secondo Ariete, bianco, affiancato a questo scuro che è sopravvissuto. Un doppio uguale e contrario, andato distrutto. E arriviamo a un altro elemento fondamentale nel mio lavoro: il contrasto, il conflitto, la ricerca di un equilibrio tra gli opposti”. Il fantasma dell’altro Ariete sopravvive nel libro unicamente come ricordo: la sequenza ossessiva di macchie cupe esclude la parte chiara, se non in forma di residuo. Solo attraverso le pieghe dei fogli, che la complessa lavorazione pittorica ha lasciato in evidenza, il bianco di fondo emerge, resiste, indicando un necessario contrappeso. L’altrove, irrinunciabile.

venerdì 18 gennaio 2019

108 – Sogno Lucido - 14 Feb 2019 - Antonio Colombo Arte Contemporanea

Inaugurazione giovedì 14 febbraio
108: SOGNO LUCIDO - 15.02 – 27.03.2019
http://colomboarte.com/108-sogno-lucido/



(ITA): Antonio Colombo Arte Contemporanea è lieta di presentare Sogno Lucido, la mostra personale dell’artista italiano 108, a cura di Michela D’Acquisto. 

Dopo anni durante i quali 108 aveva affidato le sue forme essenziali esclusivamente al nero, in occasione della nuova mostra negli spazi della galleria l’artista ritorna all’uso del colore: si tratta di un’evoluzione istintiva che lo vede non più soltanto come un’esigua componente razionale in gran parte assorbita dall’irrazionalità preponderante delle sue macchie scure, ma che adesso ne rivaluta le qualità sensibili capaci di avvicinare la realtà alla sfera spirituale, in un processo fortemente ispirato agli scritti di Huxley riguardanti la percezione e alla teoria sui colori di Kandinskij. Astratti ma organici, questi lavori si sottraggono alle leggi della geometria e scaturiscono dal caso e dalle ripetizioni che governano la natura; concisi e tuttavia perfettamente eloquenti, riflettono anche formalmente la dualità della loro essenza, in quanto il nero è contemporaneamente plenitudine e vuoto, e in più «esteriormente è il colore con minor suono: su uno sfondo nero qualsiasi colore, anche se ha un suono flebile, sembra forte e preciso». Attraverso un approccio assimilabile a quello automatico utilizzato dai surrealisti o, ancora meglio, da medium e sciamani, 108 abbandona il controllo della ragione e rimette interamente all’inconscio la sua onnicomprensiva pratica artistica, che comprende e concilia in sé molteplici suggestioni – su tutte, le avanguardie del Novecento, i culti primordiali e le tradizioni popolari del Piemonte delle sue origini, le culture e le religioni orientali – ma anche la sua vita quotidiana e l’assoluta necessità di trascenderla. Come in un rituale privato, o come nel corso di un sogno lucido – in cui si è consapevoli di stare sognando e diventa quindi possibile controllarne la narrativa – tramite la sua arte 108 inventa e plasma la realtà a lui circostante, offrendo uno sguardo privilegiato sulla dimensione onirica che sempre traspare dalle sue opere.

(ENG): Antonio Colombo Arte Contemporanea is proud to present Sogno Lucido, the solo exhibition of the Italian artist 108, curated by Michela D'Acquisto. 

 After years during which 108 had entrusted his essential shapes exclusively to black, on the occasion of the new exhibition in the gallery's spaces the artist returns to the use of color: it's an instinctive evolution that sees it no longer only as a small rational component largely absorbed by the preponderant irrationality of his dark spots, but which now re-evaluates its sensitive qualities capable of bringing reality closer to the spiritual sphere, in a process strongly inspired by Huxley's writings concerning perception and by Kandinsky's color theory. Abstract but organic, these works avoid the laws of geometry and arise from chance and from the repetitions that govern nature; concise and yet perfectly eloquent, they also formally reflect the duality of their essence, as black is at the same time plenitude and emptiness, and in addition «it's externally the most toneless color, against which all other colors, even the weakest, sound stronger and more precise». Through an approach similar to the automatic one employed by surrealists or, even better, by mediums and shamans, 108 abandons the control of reason and entirely refers to the unconscious his all-encompassing artistic practice, which includes and combines various suggestions – above all, the Twentieth century avant-gardes, the primordial cults and popular traditions of his Piedmont, Eastern cultures and religions – but also his daily life and the absolute need to transcend it. As in a private ritual, or as during a lucid dream – in which one is aware that one is dreaming and therefore it becomes possible to control its narrative – through his art 108 invents and molds his surrounding reality, offering a privileged view on the dreamlike dimension that always shines through his works. On show: paintings, a site-specific installation, and works on paper.



martedì 4 settembre 2018

PGSD - Altrove - Museo Marca Catanzaro

PGSD Post-Graffiti Stress Disorder
Museo Marca, Catanzaro
8 August – 04 September 2018
Curated by Vittorio Parisi and Edoardo Suraci.
///


108: "tecnica per contrastare l'ansia" 2018
Painting on canvas (6,70x2,70m)
PGSD group show - Altrove 2018
MARCA museum Catanzaro.



ALTROVE: http://www.altrovefestival.it/altrove-festival-5-pgsd/
MUSEO MARCA: http://www.museomarca.info/eventi/pgsd-post-graffiti-stress-disorder-la-grande-mostra-sul-fenomeno-post-graffiti-a-cura-di-altrove_49/
EXIBART: http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=58799&IDCategoria=204

Il disturbo da stress post-traumatico, in psichiatria, è l’insieme di segni e di sintomi tipici che accompagnano la descrizione a un fattore accidentale estremo, ma si riferisce anche a una vasta gamma delle reazioni individuali che giocano un ruolo fondamentale nel comportamento. Al Museo MARCA di Catanzaro il termine “StressDisorder” è riletto e ricontestualizzato, dai curatori Edoardo Suraci e Vittorio Parisi, come “trauma” legato alla confusione e alla distorsione generato dall’accumulo visivo delle città contemporanee e al bombardamento dei social, nella mostra PGSD – Post-Graffiti Stress Disorder, evento principale della quinta edizione dell’Altrove Festival evento dedicato alla Street art e alla rigenerazione del contesto urbano.

sabato 4 dicembre 2010

108 x WALLS - Arsenale - 52 Biennale di Venezia.

Event: "WALLS" 2007 with: 108, Daim, JR
curated by Stefano Coletto, Fondazione Bevilacqua La Masa.
During the 52 Venice Biennale, Spazio Tetis, Arsenale.

Size: 10x20 meters. Paintings on wood panels.

vernissage: 8 giugno 2007.
ore 12 presso la Fondazione Bevilacqua La Masa - galleria di piazza San Marco
52 BIENNALE
curatori: Stefano Coletto
autori: 108, Daim, JR

Pic. by Manuel Barel MABA

La Fondazione Bevilacqua La Masa ospiterà dall’8 giugno, nei fascinosi spazi aperti dell’Arsenale di Venezia, un evento internazionale concepito in collaborazione con il Consorzio Venezia Nuova e Thetis spa. Si tratta di un intervento di Street Art, la cultura visiva che è più vicina alle giovani generazioni. Walls - L’arte al Muro prenderà forma attraverso le opere site-specific di tre artisti di livello internazionale: il francese JR, l'italiano 108 e il tedesco Daim, che dall’inizio di giugno lavoreranno direttamente sui ponteggi dei cantieri. Ogni artista lavorerà su di un muro di legno sovrapposto alle strutture di cantiere che coprono le facciate delle Tese della Novissima.
Più di trent’anni fa si iniziava a parlare di “scrittura urbana”, di “graffitismo”, di “aerosol art”. Oggi però la Street Art è un fenomeno globale, complesso e diversificato in cui alle tecniche tradizionali si sono aggiunte pratiche con l’utilizzo di stencil (le immagini ottenute con gli stampini), poster, sticker. New York è stata la città che ha visto esplodere questo fenomeno, ma i luoghi più importanti per queste forme d’arte sono oggi Amsterdam, Parigi, Berlino, in Italia le città di Torino, Roma, Milano, senza contare centinaia di centri urbani minori.


Se in precedenza la Street Art poteva essere considerata come una forma di personalizzazione e di recinzione di un territorio, di un quartiere, di uno spazio, oggi i settori dell’arte contemporanea, ma anche quello del design, della grafica, della moda e della musica attingono pienamente da questa cultura, trovando continui spunti per il rinnovamento dei loro linguaggi. Non a caso le opere di artisti che hanno attraversato il mondo della Street Art, dai nomi storici come Jean Michel Basquiat e Keith Haring fino ai più recenti BarryMc Gee, Banksy, sono presenti nei più importanti Musei e manifestazioni di arte contemporanea.


La Fondazione Bevilacqua La Masa è nata per promuovere i giovani artisti e quindi non poteva non occuparsi di queste forme espressive; il progetto Walls si inserisce perfettamente in una mission che distingue questa Istituzione da tutte le altre in Italia. Si intende così promuovere un'arte nello spazio urbano che nasce da un progetto e dal rispetto dei luoghi.
Già nel 2005, durante la scorsa Biennale di Arti Visive, il famoso architetto Yona Friedman aveva inaugurato con un cantiere ricoperto da un grande disegno-progetto stampato su pvc l'attività della Fondazione Bevilacqua La Masa in quest'ambito. Sono seguiti poi gli interventi di giovani artisti sugli assiti dei cantieri del centro storico di Venezia e la mostra Walls, nella Galleria di Piazza San Marco, con i lavori di due artisti di fama internazionale come Nic Hess e Federico Herrero; la BLM intende quindi continuare in questa direzione. E quest’anno lo fa grazie anche al Magistrato alle Acque di Venezia che ha messo a disposizione i ponteggi posti in aderenza alle facciate delle Tese.
L'operazione intende essere un modo per sottolineare una nuova fase di questa zona della città: l’apertura a Venezia dei vasti spazi dell’Arsenale, il più antico d'Europa che torna dopo anni di abbandono ad essere abitabile e vissuto.



Gli artisti invitati:

108 
È uno dei più originali artisti italiani nell'ambito della Street Art; 108 ha sperimentato il passaggio dal graffitismo tradizionale alla pittura di grande e misteriose figure che invadono gli spazi pubblici. http://www.108art.tk

JR 
È un noto artista francese specializzato nella fotografia e nell’uso di stencil; recentemente la sua fama è esplosa grazie alle sue immagini che interpretano e documentano il paesaggio architettonico e l’ambiente sociale delle periferie di Parigi. http://www.jr-art.net

Daim 
È un artista tedesco tra i più noti al mondo nella tecnica tradizionale del graffitismo storico. La sua specialità è la decostruzione di strutture tridimensionali che esplodono creando spazi dinamici. http://www.daimgallery.com