108: SILENZIO
Opening: mercoledì 25 febbraio 2026 ore 18.30La mostra rimarrà aperta dal 25 febbraio al 27 giugno 2026
Opening: mercoledì 25 febbraio 2026 ore 18.30
Orario: 16 – 19 o su appuntamento
Galleria d’arte Il Vicolo – Piazza Pollaiuoli 8, Genova
telefono: 010 2467717
Il Vicolo presenta, negli spazi della Casa Galleria di Genova, Silenzio, mostra personale di 108, che inaugura il 25 febbraio 2026. La mostra segna la prima collaborazione dell’artista con la galleria genovese e presenta una selezione di tele e carte realizzate in continuità con la sua ricerca più recente.
Negli ultimi anni, il lavoro di 108 ha attraversato un ulteriore processo di riduzione e sottrazione, orientato a una pratica sempre più essenziale e silenziosa. Come afferma l’artista: “Negli ultimi anni ho sentito la necessità di rendere il mio lavoro ancora meno definito e di ridurre ciò che è superfluo. Silenzio nasce da questa esigenza: non come negazione del presente, ma come spazio di distanza, di attenzione e di ascolto. In un contesto in cui tutto tende a essere esposto, dichiarato e reso immediatamente leggibile, mi interessa lavorare su ciò che resta in ombra, su ciò che non si offre
subito.”
Il silenzio evocato dal titolo non è quindi assenza, ma una condizione attiva: una soglia. Le superfici pittoriche sono attraversate da strutture scure, masse in equilibrio instabile, aperture e compressioni che sembrano emergere da uno spazio profondo, quasi geologico. La pittura procede per accumulo lento, per scavo, per sedimentazione, evitando ogni forma
di enfasi.
Il colore è impiegato con misura e rigore,assumendo un ruolo strutturale e necessario, lontano da ogni funzione decorativa. Ogni tono è scelto per necessità, non per impatto, lasciando la pittura aperta, non assertiva, disponibile a una lettura lenta e silenziosa. Le forme, ridotte a presenze minime, possono evocare architetture arcaiche, segni calligrafici o tracce di un linguaggio non codificato. Non intendono rappresentare qualcosa di definito né trasmettere un messaggio univoco, ma agire come pensieri visivi, stati temporanei, apparizioni. In Silenzio la pittura diventa un luogo di sospensione, in cui la realtà non viene descritta ma attraversata. Le opere non chiedono attenzione, ma presenza; non invitano a capire, ma a sostare e osservare, lasciando che l’esperienza avvenga senza urgenza e senza pressione interpretativa.














