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mercoledì 3 dicembre 2014

Palazzo Collicola - Spoleto 2014.

108: Si conclude qui, sulla parete d’ingresso di Palazzo Collicola Arti Visive, la prima parte del progetto COLLICOLA ONTHEWALL. Si tratta del diciottesimo muro, un numero che indica la maggiore età, il tempo dell’autonomia, l’inizio di una vita adulta. Un numero che plasma il destino stesso del progetto, oggi al suo esame di maturità come felice caso d’integrazione sistematica del muro/opera nel piano conservativo di una collezione museale. E’ questa la parete che chiude un cerchio curatoriale nato nel 2010, quando partì l’avventura di Gianluca Marziani come direttore artistico. Cinque stagioni che hanno visto crescere la più anomala e contemporanea tra le collezioni museali del Paese, un patrimonio che regala a Spoleto la vetta dell’innovazione metodica, del legame tra locale e globale, della convivenza sanata tra linguaggi visivi. 108 interviene nel punto in cui si trovava la scultura di Pietro Consagra. Una posizione speciale che meritava un intervento connettivo con alcuni teoremi iconografici del museo. Nulla di più stimolante, quindi, del far dialogare un giovane artista con Alberto Burri, Pietro Consagra, Alexander Calder e Sol LeWitt, quattro nomi che danno le linee portanti della collezione storica. La pittura informale di Burri ha incarnato un mantra per gli artisti spoletini, così come la scultura di Consagra ha segnato svariate tappe della vita culturale di Spoleto. Calder e LeWitt hanno generosamente sposato la città umbra, lasciando opere e segni che appartengono al DNA del luogo, definendone l’anima profonda e l’appartenenza al mondo. L’opera di 108 attraversa i quattro artisti senza cadute didascaliche, rimanendo fedele al proprio approccio linguistico, ai modelli che definiscono il più “concettuale” tra gli autori “urban” italiani. La sua opera lavora sul nucleo primordiale della materia, sul principio cellulare di uno sviluppo tra random e controllo, compressione e dilatazione. Un disegno respiratorio in cui la geometria fluida “riforma l’informe” e lo integra con deflagrazioni, inserimenti perimetrali, tasselli ed elementi in crescita. Un lavoro che racconta aspetti invisibili del nostro tempo, tra biologia e metafora tecnologica, misteri astronomici e ipotesi cellulari. 108 conferma quanto la Street Art sia un linguaggio adulto, maggiorenne come il numero fortunato del nostro progetto. Lo dicono le tecniche evolute, la complessità concettuale, il talento nel gestire formati ambientali ma anche fogli di cellulosa e superfici del quadro. In fondo, sembra quasi inutile parlare di street artist o urban artist, molto meglio ricominciare a parlare di arte. Contemporanea. Arte con la A sempre più maiuscola.
A cura di: Gianluca Marziani